Route Clan 2016 Bosnia Stampa

route clan 2016 bosnia

Il clan questa estate ha fatto la route in Bosnia, visitando i luoghi che tra il 1992 e il 1995 sono statiteatro dei conflitti balcanici.

Luoghi significativi come Sarajevo e Srebrenica, una route di scelta politica, educazione alla pace e servizio

Dóbar dan a tutti!
Raccontare questa route non è affatto semplice in quanto è stata diversa dai classici schemi. Ci siamo infatti trovati a vivere un’esperienza all’insegna dell’ignoto poiché non vi erano attività prestabilite, ma stava a noi costruirla giorno per giorno. Nonostante questo potesse essere un ostacolo, siamo partiti carichi di entusiasmo e pronti a conoscere la realtà di un paese così variegato e dove i segni della guerra sono ancora tangibili.

I primi sei giorni li abbiamo trascorsi a Maglaj, una cittadina nel nord-est della Bosnia. Qui abbiamo avuto l’opportunità di stare a contatto con varie persone che ci hanno fatto sentire a casa in un modo del tutto naturale e inaspettato lasciandoci a bocca aperta.
Maglaj è un paese segnato oltre che da un assedio di nove mesi durante la guerra, anche da un’alluvione avvenuta due anni e mezzo fa. Per nostra fortuna abbiamo avuto come guida un testimone diretto di tutte le vicende che hanno toccato la Bosnia negli ultimi trent’anni. Inoltre abbiamo incontrato persone che hanno arricchito le nostre conoscenze riguardo il periodo trascorso dall’inizio della guerra fino al giorno d’oggi sia dal punto di vista prettamente storico-economico-politico sia da quello sociale e umano.

Durante la settimana abbiamo dedicato un’intera giornata alla visita del memoriale di Srebrenica, dove tra l’11 e il 19 luglio del 1995 è avvenuto il peggiore massacro di civili bognacchi da parte delle truppe paramilitari serbo-bosniache di Ratko Mladić. E’ stata un’esperienza intensa e toccante anche perché con noi vi era chi ha perso i propri cari in questa tragedia.

Gli ultimi due giorni ci siamo spostati nella capitale Sarajevo dove abbiamo percepito un’atmosfera totalmente diversa da quella a cui ci eravamo abituati nei giorni precedenti, poiché affianco alla tradizione delle numerose culture e ai segni della guerra, abbiamo respirato una forte influenza occidentale.

Tornati a casa possiamo affermare di aver vissuto dieci giorni indimenticabili, pieni di  emozioni forti che ci hanno aiutato ad ampliare il nostro punto di vista e a riflettere sui comportamenti dell’uomo e le conseguenze che essi comportano.
 
Doviđenja,

Clan Conero

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