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Lettera della Partenza Emanuele Duranti PDF Stampa E-mail

Emanuele Duranti

Per me partenza non vuol dire soltanto prendere una decisone, essere arrivati ad un punto scegliere ed intraprendere una nuova strada.
Per me partenza vuol dire soprattutto essere consapevoli. Essere consapevoli della strada già percorsa, quella strada che ti ha fatto diventare ciò che sei, piena di momenti sia felici che tristi, piena di persone, di incontri.
Essere consapevoli di tutto ciò non è cosa da poco, è fermarsi e dire: tutte le decisioni che ho fatto, tutte le vie che ho intrapreso, sono state mie scelte che posso essere, e lo sono sicuramente, giuste o sbagliate.
Ma sia una che l’altra servono per crescere, per diventare più forti, più consapevoli appunto.
Ogni volta che si cade che c’è un ostacolo, non dico di affrontarlo con il sorriso perché saremmo secondo me falsi, ma cadere, farsi male, sentire la botta, guarire e rialzarsi per ripartire con gli occhi più vigili e più attenti per non ricadere negli stessi sbagli.
E anche se succederà più volte di ricadere nella stessa buca, pian piano sarà meno profonda perché saremo cresciuti, più coraggiosi e più maturi per affrontare la vita.
Ecco essere consapevoli di questo per me vuol dire partire.
Ovvio, fermarsi per guardare indietro è una cosa normalissima e giustissima, aggiustarsi, voltarsi per camminare avanti è quello che viene di conseguenza poi..
Lasciando da parte la filosofia spiccia, parliamo di scout. Il mio cammino è iniziato 13 anni fa dai lupetti della spensieratezza, al reparto dell’avventura al clan della responsabilità passando per il noviziato. Il  noviziato che per me è stato il più bell’anno di tutti i 13 scout.
In tutta sincerità nella mia vita ho avuto due momenti dove mi sono detto “basta ora lascio”., il mio primo anno di lupetti e il quarto anno di reparto. Ma ripensandoci adesso sono contento di non aver mollato e di aver proseguito il mio cammino.
“Una volta scout sempre scout”, “se non fossi scout non sarei così”, sono frasi monotone, stradette e risentite, ma pensandoci sono frasi stravere.
E tutto questo grazie a delle persone a cui sono doverosi dei ringraziamenti.
Partiamo da tutte quelle persone che sono state miei capi. Dai lupetti al cla, grazie perché avete fatto si che una vostra passione, lo scoutismo, potesse diventarne anche una mia; un abbraccio e un grazie particolare ai quattro capi di noviziato: Daria, Roberta, Francesco e Antonio e a tutte quelle persone che hanno vissuto con me quell’anno.
Grazie a tutti i membri dei vari clan con cui ho condiviso questi 4 anni.
Un grazie agli amici, quello che ci sono sempre, perché l’amico non si vede solamente nel momento del bisogno, gli amici si devono sentire sempre perché per me sono un pezzo fondamentale nella vita delle persone.
Un grazie doveroso alla famiglia: ai genitori che capiscono quando dentro di te c’è qualcosa che non va proprio anche se fuori ci metti tutto l’impegno per non dimostrarlo.
A Madda, perché, in una sola parola, è Sorella, grazie.
Concludo abbracciando e ringraziando tutti i membri del clan qui presente e i capi, vi voglio bene

Buona strada       
Manu

 

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