Home REPARTO News generale In ricordo di Nelson Mandela

Calendario eventi

« < Dicembre 2017 > »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
27 28 29 30 1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Ultimi eventi

Nessun evento

Storico articoli

Notizie Agesci

www.agesci.org - Le utime News
In ricordo di Nelson Mandela PDF Stampa E-mail

He left his country and the world a lot better than he had found it

Nelson Mandela con fazzolettone

"L'educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all'educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall'altra."

-Nelson Mandela-

Messaggio agli scout sud africani

Nelson Mandela, "tutto era forza in quell’uomo"

È mancato Nelson Mandela, “Madiba”. Ha vissuto con forza e con coerenza perché democrazia, pace e rispetto non fossero solo parole, ma diventassero realtà. Ha creduto nell’educazione come strada privilegiata per un futuro giusto.
La sua vita è un richiamo per tutti.
La nostra Associazione trae dal suo esempio una rinnovata forza nell’educare “personalità aperte verso gli altri popoli e culture, dotate di spirito di collaborazione, in grado di comprendere i punti di vista delle altre persone e disposte al dialogo e al cambiamento” (cfr Regolamento metodologico).

Ricordiamo Madiba con le parole di Gualtiero Zanolini, che – come membro del Comitato mondiale dello scautismo – ha avuto la possibilità e la fortuna di incontrarlo.

Era il 2002. La sede dell’Unesco è a Parigi. Era l’occasione di un dibattito in Assemblea generale sul ruolo dell’educazione non formale nel processo di sviluppo dei diritti umani nei Paesi in via di sviluppo. Lo scautismo era chiamato a intervenire nel ruolo di protagonista e testimone del crescente positivo fenomeno.

Nel ristorante dell’hotel prossimo alla sede della conferenza, ero – allora membro del Comitato mondiale - con Jacques Moreillon – allora Segretario Generale dell’O.M.M.S.-WOSM ed ex Direttore Generale della Croce Rossa Internazionale.

Preparavamo l’intervento del giorno successivo. Curavamo molto le parole, ci avevano detto della presenza di numerose delegazioni diplomatiche e di alcuni Presidenti di paesi, soprattutto africani: la stampa avrebbe parlato di scautismo e noi volevamo lo facessero nel dovuto dei modi.

Un insolito movimento di persone e un crepitio di flash ci distrassero dalle carte che preparavamo. Pensammo a qualche autorità particolarmente protetta e continuammo il nostro lavoro.

Le persone con la loro confusione ci passarono accanto, alzai gli occhi e non potei fare a meno di notare lo sguardo di Jacques sorridente, raggiante. Le sue braccia si allargarono facendo cadere i fogli che aveva in mano. In un attimo mi accorsi che era tra le braccia di Nelson Mandela che, a cavallo delle sue spalle, esprimeva un sorriso soddisfatto e colmo di gioia.

D’un colpo mi tornò alla mente che Jacques, nella sua carriera in Croce Rossa, era stato l’unica persona straniera autorizzata a poter visitare Mandela nelle carceri Sudafricane.

Di questa esperienza più volte avevamo parlato e mi aveva colpito, nei suoi racconti, quanto fosse più forte l’impressione ricavata sulla serenità e libertà d’animo di Mandela, che non sulla, pur assurda e precaria, situazione carceraria e di privazione dei suoi diritti.

Fui presentato. Mandela si sedette al nostro tavolo. I due amici dialogarono a lungo e cenammo insieme in un clima informale e cordiale.

Si parlò di Africa e sud Africa, di scautismo e di giovani, il tema della passata prigionia era lontano. I pensieri e lo sguardo fisico di Madiba erano in là, nel futuro oltre lo spazio e oltre il tempo di quell’incontro. Intuivo una visione mentre parlava, che si esprimeva anche fisicamente nell’uomo, nel suo sguardo severo e dolce, elegante e ruvido: tutto era forza in quell’uomo.

Quell’uomo era la forza di ciò che pensava e, era la mia impressione, era soprattutto la forza di ciò che sentiva. Esprimeva un forte orgoglio di esistere, di esserci, non si risparmiava nulla nel dire e progettare. I limiti e gli impossibili non erano nelle sue categorie.

Si parlò anche di scautismo, dicevo, e ci disse di aver avuto un’ottima impressione dello scautismo in Sudafrica. Gli scout sudafricani, di grande tradizione e storia, contro ogni tendenza e regola, non smisero mai di considerare l’apartheid fuori da ogni loro scelta e prassi. Un loro Presidente e molti altri dirigenti erano stati neri.

Nelson Mandela ci disse che considerava lo scautismo il luogo e laboratorio dell’allora futura società sudafricana.

Da Presidente del Sud Africa ringraziò, attraverso noi, tutto il Movimento degli scout per il loro silenzioso, serio e quotidiano lavoro di educazione e rispetto dei diritti delle ragazze e  ragazzi, uomini e donne in tutto il mondo.

Ordinammo spaghetti e, stavolta lui, mi chiese cosa ne pensavo: ne era ghiotto.
Gualtiero Zanolini
Incaricato al Centro Documentazione Agesci

 

Vecchio sito

Sondaggi

Cosa preferisci del sito?
 

Immagine casuale

phoca_thumb_l_240.jpg

Statistiche

Utenti : 43
Contenuti : 267
Indirizzi internet : 14
Hits visite contenuti : 793396
Agesci gruppo scout Ancona 2