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Lettera della partenza di Arianna Ianovitz PDF Stampa E-mail

Arianna Ianovitz Arianna - route albania - rom

 

Ho sempre pensato che scrivere la lettera della partenza fosse un compito difficile. “ Avrò mai qualcosa di bello da raccontare?”, mi chiedevo, ma ora che devo farlo mi rendo conto che il problema è esattamente l’opposto.

Come riuscire a selezionare gli eventi più belli di 12 anni di scautismo? Come spiegare a parole le innumerevoli sensazioni provate e le ricchezze guadagnate?

Posso solo iniziare dicendo che lo scautismo mi ha portato ad essere la Arianna che ora sta davanti a voi.

E’ emozionante guardarsi indietro , rendersi conto di aver già incontrato un bivio così grande, e realizzare che una scelta inconsapevole e  apparentemente tanto piccola mi abbia cambiato la vita.

E’ ovvio che non è solo merito mio se sono arrivata fin qui: il primo ringraziamento va ai miei genitori che mi hanno obbligata ad andare a quella prima riunione dei lupetti che ricordo come fosse ieri. Il fortissimo orgoglio che avevo dentro si è completamente spento di fronte al divertimento di quel sabato pomeriggio, e tutti i “non ci voglio andare”, “tanto non mi piace”, “ gli scout sono dei cretini”, sono andati a farsi benedire.

In fin dei conti penso fosse assolutamente impossibile che lo scoutismo non mi coinvolgesse. E qui arriva il secondo ringraziamento per mamma e papà che ci hanno cresciute in perfetto stile scout sin da quando eravamo dei buffi nanetti, ponendo attenzione alla nostra “progressione personale”, insegnandoci l’importanza dell’autonomia, delle scelte e delle responsabilità che queste comportano.

E poi grazie a Chiara e Sara che mi fanno capire cosa significa mettere il cuore in quello che si fa, ed essere scout sia quando si indossa la divisa sia nei panni di tutti i giorni … ed è proprio questo che voglio arrivare a fare: voglio prendere la partenza per essere una testimone dei nostri valori. E’ bello sentirsi parte di questa grande famiglia, sapere di condividere degli ideali così forti con un movimento tanto grande, e sentirsi un’anima sola, ma è ancora più avvincente quando si cerca di portare lo scautismo nel quotidiano, in altre associazioni di volontariato o in ambienti in cui il nostro movimento proprio non si conosce.

Mi sono capitate diverse situazioni di questo genere: prima alla carovana, in cui ho capito che esistono tante modalità di vivere e concepire il servizio, poi in Albania, dove gli scout sono conosciuti a mala pena. Ricorderò per sempre il bel momento di condivisione con la comunità di Girocastro in cui abbiamo dovuto spiegare chi siamo e cosa facciamo. Rispondendo a una domanda apparentemente tanto  semplice si rischia di scadere nella banalità, perché è davvero difficile chiarire in modo esauriente tutti questi concetti che di astratto hanno ben poco. Recitare insieme la legge e la promessa e sentirle tradurre simultaneamente in Albanese mi ha dato forza e mi ha ricordato perché credo in tutto ciò. Mi piace pensare che quando chi ci ha ascoltato in quel contesto sentirà parlare di scout penserà a noi, al nostro clan e mi auguro davvero che la nostra presenza e spiegazioni siano state una buona testimonianza per tutta l’Agesci.

 Le esperienze vissute in clan restano comunque le più formative per il mio cammino, in particolare le route di servizio: Lourdes, Scampia e Fier le devo ancora digerire. A distanza di tempo mi risuonano dentro con nuove domande e nuove risposte. Sono route che davvero ti dicono “ non si arriva se non per ripartire”, perché, una volta tornato a casa, non puoi più permetterti di essere indifferente, di stare fermo, di non partire ancora tirandoti su le maniche. Ho visto la forza della fede, di chi ne ha tanta più di me, ho visto il potere di chi lotta restando nel suo paese per poterlo rendere un luogo migliore anche se per il resto della nazione rimane solo la più grande piazza di spaccio d’Italia.

Ed è proprio vivendolo che il servizio mi è entrato dentro, andando a condizionare le scelte per la mia vita futura,  perché veramente credo che nel piccolissimo possiamo cambiare qualcosa.

Durante questi anni il servizio è stato anche il combustibile per mantenere viva la mia fede, che alle volte è forte e travolgente, altre si affievolisce facendo sì che io possa sentirne a mala pena il calore. Ma vedere Gesù nel pratico, nell’aiuto, nell’amore che vivo tutti i giorni, negli occhi dei pazienti all’ospedale è per me sempre un ottimo punto di partenza su cui lavorare, uno spunto per crescere e per cercare risposta a tante domande. E quando semplicemente un amico mi ringrazia per averlo ascoltato, sento che l’Amore, quello con la A maiuscola è la forza più grande di tutto il mondo, che ci spinge verso l’impossibile. Donarsi non è facile, richiede una certa dose di rischio, di pazienza, implica un mettersi a nudo, un lasciarsi andare, ma raramente dopo averlo fatto capita di dirsi “ non ne valeva la pena”, perché anche a distanza di tempo il compenso arriva. Male che vada ci resterà la consapevolezza di aver provato, di aver fatto il nostro meglio.

Bene, dopo tutte queste parole non mi resta che passare alla parte che preferisco: i ringraziamenti.

Le persone che ho incontrato lungo la strada, gli amici più stretti, i semplici conoscenti mi hanno lasciato una parte di loro, come una manata di colore su un foglio bianco, e allora perché non ringraziare per aver reso la mia vita una esplosione di tonalità diverse?

Grazie alla staff, a Mauro, Lucia, Carlo, Robi, Ciccio e Donfi: grazie per avermi spinto verso questa partenza che mi è letteralmente piombata dal cielo e che ora sento giusta più che mai; per il tempo che ci dedicate, per la cura che avete verso ognuno di noi, per gli insegnamenti, le indimenticabili chiacchierate e per avermi fatto capire che posso credere in me stessa.

Grazie a tutto il clan, quello di quest’anno e tutti i precedenti: grazie a Stella e Albero che sono un po’ i miei mentori, a Daniele, che mi sorprende sempre e mi ricorda che devo lottare per i miei sogni,  grazie a Monia, perché tutte le volte che parliamo mi fa capire che il tempo a disposizione non è affatto poco, sta a noi amministrarlo nel modo giusto. Grazie a Giulia e Madda per la loro tenerezza, a Leo, davvero di cuore perché è sempre disponibile al confronto e sa insegnarmi, ogni volta, cosa significa “l’entusiasmo”, e a Sofia che mi fa vedere il mondo da un altro punto di vista.

Infine grazie alla mia compagna di avventure, Elena, determinata e testarda, con un cuore tanto grande, che resta con me anche quando alzo muri e che mette da parte le sue grandi soddisfazioni per fare spazio ai miei dispiaceri.

Grazie agli amici e alle amiche di sempre, e a quelli che da poco fanno parte della mia vita .

E ’ giunto il momento di partire, di lasciare il caldo nido del clan e iniziare a volare in comunità capi, e davvero, sono piena di entusiasmo per l’avventura che mi aspetta.

Buona strada, Arianna o Delfino Giocoso

 

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