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Lettera della partenza di Elena Cammoranesi PDF Stampa E-mail

Elena Cammoranesi

 

Mi sembra ieri il giorno in cui ho accompagnato mio fratello ai lupetti, ed ho aspettato con ansia e curiosità la prima riunione di reparto per vedere e sperimentare com’era lo scoutismo. 

E in meno di tre mesi da quella mia prima riunione, accompagnata da Elena stavo chiedendo con entusiasmo, ad un incredulo Mauro di fare la promessa a Dicembre, perché quelle due ore di quel sabato pomeriggio mi avevano affascinato talmente tanto da non vedere l’ora di ESSERE una guida. Nove anni sono trascorsi da quel sabato pomeriggio, ed ora eccomi qui pronta a partire, a spiccare il volo verso nuovi orizzonti e nuove esperienze, proprio come fa un rondinotto ai primi caldi primaverili, aprendo le ali con grande paura e curiosità. 

 

Ed ora mentre ripenso , a tutte le esperienze e  a tutto ciò che lo scoutismo mi ha permesso di vivere, riesco a capire quanto sia stato rilevante, quanto mi abbia atto crescere ed aiutato a capire i significati più nascosti e profondi che non tutti sono in grado di cogliere. Eh già perché sono tanti i gesti che possono sembrare semplici e superficiali, ma che in realtà, sono molto di più, perché dietro di loro celano significati impercettibili , ed è proprio grazie alle catechesi dei campi di reparto, ai discorsi in noviziato e ai confronti e alle condivisioni caratteristiche del clan che ho imparato a soffermarmi su ogni cosa cercando di osservarla da più punti di vista. Ho imparato che una volta scalata la montagna devi riuscire a guardare il panorama da diversi punti, e proprio quelli più  impegnativi e difficili da raggiungere, sono quelli che ti daranno le soddisfazioni più grandi, ti aiuteranno a correggere i tuoi errori e ti mostreranno la strada giusta da imboccare. Sicuramente sarà piena di bivi e grazie a ciò che avrai imparato in cima a quella montagna, riuscirai a capire quale delle  2 vie sarà quella giusta per te. Ma  questa strada non avrà una fine perché sarai tu a decidere quando e se terminare il percorso, deviando per un altro sentiero, oppure continuare seguendo le orme di chi è passato prima di te e cercando di non fermati davanti agli ostacoli più grandi, ma di affrontarli con convinzione e fiducia. 

 

La partenza infatti non è  un arrivare, ne una deviazione, ma bensì un ripartire, un superare le difficoltà, pieni di entusiasmo, voglia di fare e carichi più di prima, ma sempre disposti a fare spazio nello zaino alle nuove esperienze e ai nuovi insegnamenti. È un voler rimboccarsi le maniche, un essere pronti a non fermarsi mai e un impegnarsi a portare i valori scout nella vita di tutti i giorni. Perché in fondo non è altro che un trampolino di lancio verso ciò che ci aspetta: il momento del salto spaventa, ma ciò che provi mentre sei nel vuoto è adrenalina pura, entusiasmo e voglia di dimostrare a tutti chi sei. Essere scout è un onore, un privilegio che mi ha permesso di vivere esperienze fuori dal normale, di trovare Dio anche dove sembrava non esserci, di comprendere l’importanza di un semplice GRAZIE e di vedere ogni singola sfaccettatura dell’Amore. Quell’amore che ho trovato negli abbracci e nei grazie delle vecchiette di Lourdes, nei lunghi ed emozionanti racconti di Scampia,  nei sorrisi e negli occhi spersi dei bambini dell’Albania. Quell’amore al quale Dio e lo scoutismo mi hanno educato e che ora è parte di me, e continuerà ad intensificarsi e maturare con il tempo, perché non si smette mai di apprendere e crescere. Ed è proprio l’Amore nel donarsi, quello che mi ha fatto capire quanto sia importante dare e riceve, e che mi ha appassionato a tal punto dal costruirci le basi del mio futuro. Perché non c’è nulla di più bello di fare del bene agli altri, aiutarli, condividere i propri dolori e saper ascoltare non solo con le orecchie, ma anche con il cuore. Procurare felicità agli altri è ciò che mi riempie l’anima, ed è ciò che mi spinge a continuare il mio cammino, a fare servizio per educare i ragazzi e le ragazze d’oggi a  comprendere e condividere quei valori che io ormai ho fatto miei e a diventare donne e uomini della partenza. La partenza è sentire il bisogno di esperienze nuove, di nuovi incontri, di insegnare tutto ciò che si sa a chi ne a più bisogno, di condividere l’entusiasmo che è dentro di te con chi non ne ha e di far scoprire l’importanza  dell’Amore che Dio ci ha lasciato.  Ma prima di ripartire con lo zaino pieno, ma allo stesso tempo desideroso di nuove avventure, ripenso a tutta la mia vita scout, a tutto ciò che mi ha permesso di diventare la donna che sono ora. Gli occhi pieni di gioia e soddisfazione che avevo quando mi fu consegnato il fazzolettone e mi fu chiesto di recitare la promessa, sono difficili da dimenticare. La stessa promessa che ora ha tutto un altro significato, ben più profondo ed intenso rispetto a quella fatta all’età di 11 anni e che oggi mi sento pronta a rinnovare. 

 

Ricordo nei dettagli la mia “verde avventura”:  l’odore del primo fuoco del campo di reparto, lo stupore nel vedermi ricoperta da un luminoso manto di stelle, la timidezza alle catechesi, la soddisfazione della riuscita di un’impresa  e il toccare con mano il verso significato della parola RESPONSABILITÀ. E poi arrivano le insicurezze del noviziato, la formazione di una propria personalità, le prime chiacchierate con persone che ti cambiano la vita, i primi assaggi del servizio, la prima gioia nell’aiutare una vecchietta a Lourdes e il vedere il significato della parola GRAZIE sotto un’altra luce. Ed è stato proprio quest’anno in Noviziato che mi ha spinto a fare una grande scelta: quella di prendere e partire, lasciare tutto per un anno, fare nuove esperienze in un altro continente, conoscere nuove persone cercando di trasformare quella mia timidezza in estroversia, imparare a crescere e provare ad allargare i miei orizzonti, superando alcuni dei miei limiti. E nonostante le paure e le mille domande con le quali ero partita, ho vissuto un’esperienza che mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere, guadagnare fiducia in me stessa e permesso di capire l’importanza dei sogni. Si perché sono loro il motore della nostra vita, ciò che spinge ognuno di noi a non arrendersi alle prime difficoltà e spesso sono i sogni stessi che ci fanno capire quanto teniamo veramente al nostro futuro e a lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato. Ed è stato proprio questo che ci ha fatto arrivare  a Scampia, una route che io ho vissuto nei racconti, nelle foto e negli occhi di chi c’è stato, e ci ha spinto fino in Albania per portare un po’ di gioia e colore in un paese segnato dalla dittatura e per testimoniare l’mportanza di un sorriso o di un caloroso abbraccio. Un’ Albania dove vieni accolto con entusiasmo ed affetto, dove un semplice gesto o uno sguardo bastano per abbattere la difficoltà linguistica, dove un bambino ti prende per mano, ti fa sedere vicino a lui e ti insegna a contare fino a 10, e dove una bambina rom ti abbraccia calorosamente e ti dice grazie con gli occhi pieni di lacrime per aver giocato 1 ora con lei. Un’esperienza che abbiamo vissuto come “stranieri”,che ci ha fatto provare un turbine immenso di emozioni, che ci ha fatto tornare con una  pazza voglia di fare e di apprezzare le cose di tutti i giorni. E in quei 10 giorni ho visto la vera comunità formarsi,  persone aprirsi e sfidare se stesse, discussioni accese su argomenti toccanti e occhi tristi una volta tornati alla normalità. Un Clan che ha ancora tanta strada da fare, ma che ha imparato dai suoi errori e che sta già migliorando di riunione in riunione. Una comunità che è guidata da un grande uomo: Mauro. Un semplice grazie non basterebbe a farti capire quanto tu mi abbia aiutata in questi anni;  mi hai dato ottimi consigli, insegnato ad avere fiducia in me stessa e sei stato una guida di importanza rilevante. GRAZIE di cuore per avermi fatto diventare la donna che sono ora. Lucia, un altro enorme grazie va a te, che con il tuo entusiasmo e la tua energia, sei una donna esempio per me, GRAZIE. Robi, grazie mille di esserci sempre stata, grazie degli abbracci inaspettati e dei sorrisi regalati. Un grazie enorme va a tutto il resto della staff, che mi ha accompagnato nel mio cammino ed è sempre riuscita a svolgere ogni attività coinvolgendomi al massimo . Ed ora i Clan: il clan di Scampia, per avermi fatto sentire laggiù con voi attraverso le testimonianze e gli sguardi che avevate quando raccontavate; al mio Clan della SNA per aver vissuto un’esperienza intensa e ricca di spunti di riflessione; ed infine un enorme Grazie al Clan, per aver condiviso questo ultimo bellissimo anno, per aver tirato fuori il meglio di ognuno, per avermi lasciato ogni singolo pezzetto di voi  ed avermi insegnato più di quanto voi possiate immaginare. Un grazie speciale va ad Alessia, per  esserti sempre confrontata ed aver sempre voglia di osare. Grazie anche a Simone per la tua empatia, per i mille abbracci, gli incoraggiamenti e le chiacchierate : hai sempre detto ciò che pensavi e mi hai aiutato a capire i miei errori. Grazie Leo, per l’entusiasmo e la voglia di fare che metti in ogni singola cosa: sei veramente instancabile e  sarai un ottimo esempio per i nuovi arrivati. Grazie alla staff di reparto, che mi ha mostrato la bellezza e l’impegno che è nascosta dietro l’”educare”; sarà un onore per me un giorno entrare a far parte del mondo dei capi. Un grazie speciale va alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto e per avermi dato consigli sempre utili. Grazie alle persone più vicine a me per avermi aiutato nel lungo percorso della vita, grazie a Daniele per  tutti i discorsi e gli insegnamenti. Ma i due grazie più grandi vanno a Elena Giambartolomei per essere stata sempre un esempio da seguire e avermi accompagnato all’inizio di questo percorso, dandomi una piccola spinta che si è intensificata con il tempo e grazie Arianna, per le risate, i pianti, gli esaurimenti di fine agosto, per le tue preziose e sagge parole, per avermi sempre spinto oltre a ciò che vedevo, per avermi aiutato a capire dove sbagliavo e per condividere questa avventura con me.

Entrare a far parte degli scout mi ha fatto capire l’importanza della gratuità e della gratitudine, valori che ai giorni d’oggi stanno scomparendo sempre di più. E tutto ciò che posso augurarmi è di poter essere in grado di farne capire l’importanza a chi ancora non li conosce, a testimoniare cos’è veramente lo scoutismo, a saper portare la gioia e il sorriso in ogni istante e a far capire il vero significato dell’Amore. 

Non lasciate mai sfuggire l’entusiasmo che è in voi, siate sempre pronti ad aprire i vostri cuori, continuate a camminare inseguendo i vostri sogni e vivete fino in fondo ogni singolo istante della vita appassionatamente, perché è la passione che vi permetterà di arrivare dove altri non hanno osato.

Un abbraccio a tutti voi, VI VOGLIO BENE.

Elena 

Apetta Curiosa

 

 

 

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