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Lettera della partenza Madda PDF Stampa E-mail

Madda

 Caro clan, sono passati 11 lunghi anni dal giorno in cui, tornata a casa dalla prima riunione dei lupetti, dissi a mamma: “ Mi sono divertita tantissimo, non vedo l’ora che sia sabato prossimo per tornarci!!!!!”. E così da lupetta timida che ero, sono arrivata ad essere donna della partenza. Ogni singolo anno passato in questo “mondo” meraviglioso mi ha lasciato dentro un’emozione, un ricordo che difficilmente dimenticherò.

Nella mia mente, ma soprattutto nel mio cuore, sono impresse le immagini del primo racconto giungla ascoltato, dell’odore del fuoco serale, del manto di stelle che si stendeva sopra di noi, di Diego, che per dieci giorni ha cantato solo “Gianna”, della felicità di aver vinto il campo
Poi, con la consapevolezza che cominciava ad insinuarsi dentro che “ tutto col gioco, ma niente per gioco”, ho capito cosa voleva dire mettersi al servizio degli altri Lourdes: la prima route, il primo momento in cui ho toccato con mano la parola servizio, il primo grazie detto, anche se quello che avevi ricevuto era infinitamente più grande di quello che avevi dato. Un posto che ti richiama a se, un posto in cui sono tornata un anno fa e dove ritornerò anche quest’anno, perché ogni volta ti regala qualcosa di nuovo e inaspettato. E poi il Pollino, la fatidica route di strada per creare la comunità, la tua seconda famiglia, che nonostante i diverbi e le differenze di ognuno di noi, ho sentito mia più che mai!
Scampia, conosciuta da tutti come il centro della droga e della Camorra, io invece la definisco come la forza di una mamma, che non se ne vuole andare per rendere il suo quartiere un posto migliore, la definisco come il sorriso dei bambini, come Padre Fabrizio che lavora nel piccolissimo, come il commissario Spina, che è convinto che un giorno o l’altro tutto può cambiare.
Nei Sibillini, con i loro monti familiari, abbiamo tentato di capire come raggiungere la felicità; non credo di aver centrato l’obiettivo, ma è una cosa talmente grande e potente, che ci vorrà una vita intera per raggiungerla ed assaporarla appieno. Siamo arrivati all’ultimo anno di clan, l’anno delle decisioni, della piena responsabilità, della consapevolezza di dover passare il testimone, l’anno dell’ultima route:
l’Albania. Un paese dalle mille risorse, un paese che non ti aspetti: qui ho capito che i pregiudizi sono come foglie secche, basta una folata di vento per spazzarle via; ho capito che, nonostante la barriera della lingua, uno sguardo vale più di mille parole, il calore di un abbraccio ti resta impresso nella pelle, e soprattutto ho capito che le cose bisogna viverle in prima persona, le devi vedere con i tuoi occhi, toccare con le tue mani, ascoltare storie di guerra, di dittatura, di vendetta con le tue orecchie, prima di poter giudicare, perché non sai mai cosa si può nascondere dietro le apparenze. Tutte queste cose e le persone che sono passate sul mio cammino, mi hanno portato ad essere la persona che sono oggi; appunto per questo devo fare dei ringraziamenti doverosi e necessari: ai miei genitori dico grazie, per avermi fatto conoscere questo mondo, per avermi sostenuto anche quando non erano d’accordo, per essere sempre al mio fianco. Grazie ai miei clan, ognuno di voi mi ha donato qualcosa di importante, anche inconsapevolmente, che custodisco come un tesoro prezioso. Grazie alla staff, che mi ha visto cresce, ridere, piangere, arrabbiarmi; grazie perché siete dei punti di riferimento su cui puoi sempre contare, grazie perché in tutto quello che fate , mettete un entusiasmo inverosimile e lo sapete trasmettere. Grazie a Monia, mia compagna di strada, di vita, l’amica che c’è sempre, basta suonare il campanello, colei in cui riscontri il fatto che senza servizio non c’è fede, e senza fede non c’è servizio. Grazie per essere così come sei!!!!
E’ giunto il momento di partire, di mettersi lo zaino in spalla e fiondarsi in una nuova, grande avventura, quella della comunità capi, con la consapevolezza che quello che lascio è solo una minima parte di quello che troverò lungo il mio cammino.
Buona strada!!!
Maddalena
Leprotto sorridente

 

 

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