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Lettera della partenza Monia PDF Stampa E-mail

Monia Cotoloni

Ho iniziato a scrivere questa lettera una sera a Lourdes, mentre ero seduta davanti alla grotta; meditavo, cercando di "assimilare" tutto quello che stavo provando in quei giorni.
Lourdes è il posto dove ho scoperto che la fede ha senso solo con il servizio e viceversa.
Lì è facile mettere in pratica questo concetto, anche se credo che Lourdes debba essere solamente il trampolino di lancio per essere coerenti nella vita di tutti i giorni , per fare di quel servizio lo stile di vita di Ogni giorno.
Dopo averci fatto la mia prima route con il Noviziato sono voluta tornare, o meglio "Qualcuno" mi ha invitato a tornare e mi ha fatto innamorare.
Quello che si prova lì è indescrivibile perciò posso solo consigliare di provare almeno una volta.
Posso solo dire che, in ogni incontro c'è uno scambio di vite, un abbraccio, una stretta di mano, una sofferenza condivisa , una lacrima e un sorriso.
Tutta questa serie di emozioni che si provano "sommate" danno il risultato di una grande gioia interiore (che poi non può che non essere anche esteriore).
E' come se ogni volta sperimentassi sempre di più l'amore di Dio.
Ogni anno ci sono nuovi compagni di strada, nuove persone con cui condividere tanto.
E poi ci sono quelli con cui è diventato l'appuntamento fisso, persone come Enrico, Maurizio e Valeria che sono per me , veri testimoni della loro scelta di essere scout cristiani.
Questo è l'impegno che voglio prendermi io oggi:
di essere una brava scout (anche senza l'uniforme) , una buona cristiana e una portatrice di gioia e di risa visto che credo che non ci sia niente di più bello!
Quando si arriva a pensare di voler prendere la partenza è perchè dentro c'è qualcosa che non riesci più a contenere e che quindi non puoi più tenerlo solo per te, ma devi donarlo agli altri.
E allora non puoi non testimoniare quei valori così essenziali come la strada, la comunità, il servizio e la fede che sono ormai completamente parte di te.

 

Perchè è vero che la strada serve per fare comunità, l'ho sperimentato sulla route sui Sibillini (quest'anno) e sul pollino nella mia prima route di clan,ma soprattutto serve anche a superare o ad accettare quei limiti che ognuno di noi ha.
E allora poi quegli scogli (magari proprio quelli del raganello) li superi grazie ad una mano allungata di Ciccio e a una spinta di Jacopo.
La comunità invece è quando scopri che non c'è niente di più bello che mettersi a nudo e offrirsi agli altri così come si è.
La comunità è una chitarra e noi che cantiamo (anche se a volte non siamo troppo intonati o magari non ci ricordiamo il testo a memoria), è quando condividiamo un pasto o anche solo un pezzetto del nostro cibo, è quando ci confrontiamo a cuore aperto con gli altri e siamo disposti alla correzione fraterna che è sempre importante per migliorare se stessi e crescere insieme.
Con la route a Scampia ho scoperto il senso dell'impegno politico e del servizio.

 

Appena sono entrata a contatto con la loro realtà, la prima cosa che ho pensato è stata: io qui non ci vivrei manco morta..anzi me ne andrei.
Poi quando incontri un Padre Fabrizio che ti dice che la sua missione è quella di cercare di salvare qualche ragazzo di quel quartiere e dargli un'alternativa , capisci che tutto ha senso.
Non abbattersi mai anche quando tutto va storto, continuare a sperare anche solo nei piccoli cambiamenti...e credere fortemente che tutto si può cambiare.
E' questa forza d'animo, questa speranza assoluta che mi sono portata via da Scampia che mi fa dire: se ce la fanno loro, allora ce la possiamo fare tutti.
Scampia è dove ho scoperto che le cose cambiano partendo dal piccolo..anzi dal piccolissimo.
Quando tornati abbiamo sentito buone notizie su Scampia oltre ad aver provato una gran gioia, ho davvero capito che vale sempre la pena lottare fino in fondo per quello in cui credi. E anche se piano piano i cambiamenti ci sono, avvengono.
Così se tutti noi ci impegnassimo realmente politicamente nel fare del nostro meglio per il bene comune , allora si che come dice B.P. la politica è il più alto servizio che l'uomo può fare.
Il servizio...sono sempre in cerca di esperienze nuove che mi sconvolgano.
Ogni cosa che ho provato mi ha arricchito in una maniera incredibile.
In branco ti rendi conto di quanto sia importante gettare dei semi quando si è così piccoli e prendi coscienza della bellezza e potenza del metodo scout.
La carovana è semplicemente un gruppo di amici che si divertono insieme, ma è anche il posto dove ho imparato ad apprezzare, anzi ad amare la diversità. E' il posto dove
più in assoluto puoi sentirti te stesso senza alcun timore di essere giudicato.
L'affettuosità e il calore con cui ti coinvolgono i disabili è estremamente meraviglioso.
Un grazie particolare va a due persone importanti (Nicola e Giulia) che condividono con me questa esperienza di vita.
La mensa a Bologna è quella che mi aiuta a togliermi i pregiudizi che a volte si formano automaticamente nella nostra mente e ad accogliere l'altro come un fratello.
E' stare a contatto con i poveri che ti rendi conto di quanto noi uomini siamo fragili, di quanto ci sia bisogno di amore, di quanto sia importante il perdono e dare una seconda opportunità perchè nessuno di noi è infallibile.
Ripensando a quando ho iniziato a fare scout devo ringraziare i miei genitori che mi ci hanno portata e che soprattutto mi hanno sempre appoggiato e che malgrado qualche dubbio lecito, hanno sempre capito che era un'esperienza positiva per la mia crescita.
Gli anni più belli sono stati senz'altro gli anni del reparto dove ho davvero assaporato "verde avventura" (anche fin troppo considerando le volte che ci siamo persi..), ma è anche dove ho iniziato a sentire piano piano il peso della parola RESPONSABILITà fin quando oggi ho compreso realmente il suo significato.
Un grazie speciale va a tutta la fantastica staff di reparto e in particolare a Dani che stato uno dei pochi che mi ha visto crescere dall'inizio alla fine.
Credo che sia giunta l'ora dei ringraziamenti forse un pò noiosi ma senz'altro doverosi!
Inizio con il ringraziare il mio clan anzi i miei clan..ringrazio tutte le persone che hanno condiviso con me tante esperienze dal mio primo anno fino ad oggi.
Persone come Ele, Chiara e Frà che gettano tutt'ora semi e che sono amiche insostituibili.
Non posso non nominare Donfi...quest'estate ho visto più lui di qualsiasi altra persona..prima con la route, poi per il congresso e infine a Lourdes (dove ha dato il meglio di se!!).
Grazie a Donfi perchè quando c'è fa la differenza e grazie per tutte le volte che abbiamo fatto lunghe chiacchierate..ricordo ancora tra le cose + belle la confessione fatta lungo la strada sul pollino..o la commoventissima messa di natale..!
Un grazie gigantesco va a tutta la mia staff che è davvero composta da persone spettacolari..tutte nessuna esclusa!!!
Mauro capo modello..Luci gran donna da imitare !!!
Grazie anche alla mia amica Moki che si è fatta qualche ora di treno pur di essere qui.
Un pezzetto di OGNUNO di voi ha contribuito a formare la persona che sono io oggi.
Grazie soprattutto a Dio di avervi messo lungo la mia strada...
Mino..non mi sono dimenticata di te...Grazieee..è stato un onore condividere con te questo momento così importante!
Buona strada - Monia (koala sensibile)

 

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